domenica 12 dicembre 2010
Presentazione Calendario UNITA' D'ITALIA (Foto Varie)









SABATO 11 Dicembre 2010 alle ore 10,00 all'Istituto ISISS GAZZANIGA è stato presentato dai Studenti di Quinta ET/EN/MECC. il Calendario sull'UNITA' D'ITALIA
da loro preparato, con l'aiuto della Prof. Carrara e del Prof. Cortinovis,alla presenza delle Autorita' territoriali.
A seguire un piccolo rinfresco.
Si ricorda che il ricavato della vendita del Calendario (€ 5,00) servirà agli studenti per comprare delle Lim da installare nelle aule.
La vendita, oltre che a scuola, viene eseguita al mercato del Sabato a Gazzaniga
dalle ore 8,30 alle 11,45.
Grazie a tutti per la collaborazione.
domenica 5 dicembre 2010
PREMI DI MERITO 2009/10 - STUDENTI ISISS GAZZANIGA
In data 22 Dicembre 2010 presso l'Istituto ISISS GAZZANIGA VALLESERIANA,
saranno consegnati PREMI di MERITO
ai studenti meritevoli nell'anno 2009/10,
che hanno acquistato dal Comitato Genitori i LIBRI di TESTO.
L'Evento avrà luogo nella Palestra dell'Istituto dalle ore 11,00 fino al
Termine delle Premiazioni, di seguito ci sarà un rinfresco realizzato
dai Studenti stessi.
saranno consegnati PREMI di MERITO
ai studenti meritevoli nell'anno 2009/10,
che hanno acquistato dal Comitato Genitori i LIBRI di TESTO.
L'Evento avrà luogo nella Palestra dell'Istituto dalle ore 11,00 fino al
Termine delle Premiazioni, di seguito ci sarà un rinfresco realizzato
dai Studenti stessi.
mercoledì 1 dicembre 2010
SEMINARIO - UNA DIDATTICA PER EDUCARE A NUOVE RELAZIONI SOLIDALI
UFFICIO X – AMBITO TERRITORIALE DI BERGAMO
PIANO DI FORMAZIONE PROVINCIALE PER DOCENTI
UNA DIDATTICA PER EDUCARE A NUOVE RELAZIONI SOLIDALI
Prevenzione e contrasto del bullismo
Corso di formazione
(rif. scheda B3 – corso n. 7)
a cura del Gruppo provinciale per la prevenzione e la gestione dei comportamenti di bullismo
5° INCONTRO giovedì 2 dicembre 2010 ore 16-18.30
Seminario
aperto alla partecipazione di docenti, studenti, genitori,educatori, rappresentanti di associazioni e di enti locali, studenti delle scuole superiori.
Costruire a scuola relazioni solidali per rispondere all’ “emergenza educativa”
Prof. Marco Pacati
Dirigente IIS “Pesenti”, Bergamo
Proiezione di un filmato.
Dibattito
Scuole e territorio, i progetti realizzati. L’esperienza biennale del Gruppo provinciale prevenzione bullismo.
Indicazioni e proposte operative elaborate dall’Osservatorio Regionale della Lombardia sul fenomeno del bullismo (ora Osservatorio Regionale della Lombardia per la Costituzione, la Cittadinanza e l’Educazione). Patto educativo di corresponsabilità scuola-famiglia: a che punto siamo?
Alessandro Rota, Teresa Capezzuto, Fabio Molinari, Sergio Brigenti, Pasquale Esposito, Guglielmo Benetti
Componenti dell’Osservatorio Regionale e Autori delle due pubblicazioni prodotte dall’Osservatorio
Introduce e coordina gli incontri Guglielmo Benetti, USP Bergamo, coordinatore del Gruppo provinciale prevenzione bullismo
Sede degli incontri: IIS “Pesenti”, via Ozanam 27, Bergamo (quartiere Malpensata)
Informazioni: USP-Bergamo Tel. 035 284211
PIANO DI FORMAZIONE PROVINCIALE PER DOCENTI
UNA DIDATTICA PER EDUCARE A NUOVE RELAZIONI SOLIDALI
Prevenzione e contrasto del bullismo
Corso di formazione
(rif. scheda B3 – corso n. 7)
a cura del Gruppo provinciale per la prevenzione e la gestione dei comportamenti di bullismo
5° INCONTRO giovedì 2 dicembre 2010 ore 16-18.30
Seminario
aperto alla partecipazione di docenti, studenti, genitori,educatori, rappresentanti di associazioni e di enti locali, studenti delle scuole superiori.
Costruire a scuola relazioni solidali per rispondere all’ “emergenza educativa”
Prof. Marco Pacati
Dirigente IIS “Pesenti”, Bergamo
Proiezione di un filmato.
Dibattito
Scuole e territorio, i progetti realizzati. L’esperienza biennale del Gruppo provinciale prevenzione bullismo.
Indicazioni e proposte operative elaborate dall’Osservatorio Regionale della Lombardia sul fenomeno del bullismo (ora Osservatorio Regionale della Lombardia per la Costituzione, la Cittadinanza e l’Educazione). Patto educativo di corresponsabilità scuola-famiglia: a che punto siamo?
Alessandro Rota, Teresa Capezzuto, Fabio Molinari, Sergio Brigenti, Pasquale Esposito, Guglielmo Benetti
Componenti dell’Osservatorio Regionale e Autori delle due pubblicazioni prodotte dall’Osservatorio
Introduce e coordina gli incontri Guglielmo Benetti, USP Bergamo, coordinatore del Gruppo provinciale prevenzione bullismo
Sede degli incontri: IIS “Pesenti”, via Ozanam 27, Bergamo (quartiere Malpensata)
Informazioni: USP-Bergamo Tel. 035 284211
INFORMAZIONI DAL Coor.Co.Ge. (MEDOTO GORDON)
Questa scheda può essere uno strumento per la riflessione e uno stimolo a provare. Siamo consapevoli di offrirvi solo uno strumento indagato dagli psicologi, con la stessa differenza esistente fra il dono di un ricettario e l’imparare a cucinare.
La segreteria Coor.Co.Ge.
IL METODO GORDON per la comunicazione efficace
Il metodo consiste in tecniche per migliorare la comunicazione e renderla più efficace dal punto di vista psicologico
In modo particolare ha rivolto l'attenzione sulla relazione fra persone per impostare una comunicazione costruttiva: insegnante-alunno, genitore-figlio, insegnante-genitore, fra ragazzi stessi o fra adulti
Quattro sono le modalità:
ASCOLTO ATTIVO
MESSAGGIO IN PRIMA PERSONA
METODO DEL PROBLEM SOLVING
METODO SENZA PERDENTI
ASCOLTO ATTIVO
Per prima cosa dovranno scomparire parole del tipo… controllare, pretendere, giudicare…
e comparire parole tipo …. collaborare, ascoltare, confrontarsi
L'ascolto si suddivide in:
ascolto passivo (prestare attenzione)
messaggi di accoglienza verbale (ti sto ascoltando)
inviti calorosi (incoraggiano a proseguire)
ascolto attivo (riflettere il vissuto senza giudicare)
MESSAGGIO IN PRIMA PERSONA
(MESSAGGIO IO)
Questa modalità permette a due persone di entrare in contatto con i vissuti personali di chi parla
Il docente/genitore deve applicare un linguaggio in prima persona, usandolo per comunicare i propri sentimenti
“IO SENTO, IO PROVO”….
… NON “TU SEI”
Chi ascolta sentirà che l’altro sta comunicando il proprio stato d'animo con autenticità e non assumerà atteggiamenti di difesa
METODO SENZA PERDENTI
Se l'ascolto attivo o il messaggio IO non funzionano, il metodo senza perdenti può risolvere alcuni conflitti, trovando una soluzione utile per entrambi.
L’obiettivo è di rispettare i diritti di ciascuno senza sopraffazione
Si divide in sei tappe:
1. IDENTIFICARE E DEFINIRE IL CONFLITTO
2. ENUMERARE LE POSSIBILI SOLUZIONI
3. VALUTARE LE SOLUZIONI ENUMERATE
4. SCEGLIERE LA SOLUZIONE PIÙ CONVENIENTE E CONVINCENTE
5. STABILIRE I PARTICOLARI E I MEZZI DI APPLICAZIONE DELLE DECISIONI
6. RIVEDERE E RIVALUTARE LE DECISIONI
Cosa succede nelle situazioni in cui funziona il metodo senza perdenti?
Il conflitto viene definito e compreso in termini di bisogni, sentimenti e preoccupazioni di entrambe le persone, condivisi, cercando così insieme una soluzione reciprocamente accettabile
Deve essere usato l'ascolto attivo, perché comunica l’accettazione e comprensione dei sentimenti dell'altro.
Uno dei risultati del metodo è che le parti in conflitto finiscono per stare bene, emerge un sentimento positivo e si intrecciano relazioni più calorose.
METODO DEL PROBLEM SOLVING
Ancora sei fasi da seguire:
1. ESPOSIZIONE DEL PROBLEMA
2. PROPOSTE DI SOLUZIONI
3. VALUTAZIONE DEGLI ASPETTI NEGATIVI E POSITIVI DELLE PROPOSTE
4. SCELTA DELLA PROPOSTA PIÙ IDONEA
5. ATTUAZIONE
6. VERIFICA DEI RISULTATI
DARSI IL “TEMPO RELAZIONALE”
È importante darsi il tempo dedicato all’ascolto e alla relazione
Questo è ancora più importante per i ragazzi: se non trovano uno spazio in cui possono esprimere i loro vissuti, ansie, preoccupazioni, disagi che, se non comunicati ed elaborati con l'aiuto dell’adulto e degli interventi dei compagni, passano attraverso comportamenti negativi
Per promuovere la coesione del gruppo classe o della famiglia e per creare un clima di solidarietà reciproca e di vicinanza emotiva, può funzionare il “circle time” , il sedersi insieme intorno a un tavolo per parlarsi e raccontarsi in un clima favorevole.
La segreteria Coor.Co.Ge.
IL METODO GORDON per la comunicazione efficace
Il metodo consiste in tecniche per migliorare la comunicazione e renderla più efficace dal punto di vista psicologico
In modo particolare ha rivolto l'attenzione sulla relazione fra persone per impostare una comunicazione costruttiva: insegnante-alunno, genitore-figlio, insegnante-genitore, fra ragazzi stessi o fra adulti
Quattro sono le modalità:
ASCOLTO ATTIVO
MESSAGGIO IN PRIMA PERSONA
METODO DEL PROBLEM SOLVING
METODO SENZA PERDENTI
ASCOLTO ATTIVO
Per prima cosa dovranno scomparire parole del tipo… controllare, pretendere, giudicare…
e comparire parole tipo …. collaborare, ascoltare, confrontarsi
L'ascolto si suddivide in:
ascolto passivo (prestare attenzione)
messaggi di accoglienza verbale (ti sto ascoltando)
inviti calorosi (incoraggiano a proseguire)
ascolto attivo (riflettere il vissuto senza giudicare)
MESSAGGIO IN PRIMA PERSONA
(MESSAGGIO IO)
Questa modalità permette a due persone di entrare in contatto con i vissuti personali di chi parla
Il docente/genitore deve applicare un linguaggio in prima persona, usandolo per comunicare i propri sentimenti
“IO SENTO, IO PROVO”….
… NON “TU SEI”
Chi ascolta sentirà che l’altro sta comunicando il proprio stato d'animo con autenticità e non assumerà atteggiamenti di difesa
METODO SENZA PERDENTI
Se l'ascolto attivo o il messaggio IO non funzionano, il metodo senza perdenti può risolvere alcuni conflitti, trovando una soluzione utile per entrambi.
L’obiettivo è di rispettare i diritti di ciascuno senza sopraffazione
Si divide in sei tappe:
1. IDENTIFICARE E DEFINIRE IL CONFLITTO
2. ENUMERARE LE POSSIBILI SOLUZIONI
3. VALUTARE LE SOLUZIONI ENUMERATE
4. SCEGLIERE LA SOLUZIONE PIÙ CONVENIENTE E CONVINCENTE
5. STABILIRE I PARTICOLARI E I MEZZI DI APPLICAZIONE DELLE DECISIONI
6. RIVEDERE E RIVALUTARE LE DECISIONI
Cosa succede nelle situazioni in cui funziona il metodo senza perdenti?
Il conflitto viene definito e compreso in termini di bisogni, sentimenti e preoccupazioni di entrambe le persone, condivisi, cercando così insieme una soluzione reciprocamente accettabile
Deve essere usato l'ascolto attivo, perché comunica l’accettazione e comprensione dei sentimenti dell'altro.
Uno dei risultati del metodo è che le parti in conflitto finiscono per stare bene, emerge un sentimento positivo e si intrecciano relazioni più calorose.
METODO DEL PROBLEM SOLVING
Ancora sei fasi da seguire:
1. ESPOSIZIONE DEL PROBLEMA
2. PROPOSTE DI SOLUZIONI
3. VALUTAZIONE DEGLI ASPETTI NEGATIVI E POSITIVI DELLE PROPOSTE
4. SCELTA DELLA PROPOSTA PIÙ IDONEA
5. ATTUAZIONE
6. VERIFICA DEI RISULTATI
DARSI IL “TEMPO RELAZIONALE”
È importante darsi il tempo dedicato all’ascolto e alla relazione
Questo è ancora più importante per i ragazzi: se non trovano uno spazio in cui possono esprimere i loro vissuti, ansie, preoccupazioni, disagi che, se non comunicati ed elaborati con l'aiuto dell’adulto e degli interventi dei compagni, passano attraverso comportamenti negativi
Per promuovere la coesione del gruppo classe o della famiglia e per creare un clima di solidarietà reciproca e di vicinanza emotiva, può funzionare il “circle time” , il sedersi insieme intorno a un tavolo per parlarsi e raccontarsi in un clima favorevole.
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